Le Origini

I Flandinet vivevano in una villa circondata da case contadine, in familiari rapporti con gli agricoltori della loro vasta e non molto fertile fattoria delimitata da due piccoli torrenti, il Noce e il Chiaretto.
Tra quei due piccoli torrenti nel 1866 Don Bosco ed i suoi ragazzi venivano in gita a respirare aria pura di campagna, ospiti dei conti di Provana di Collegno e della famiglia Flandinet.
Fra quei due torrenti, anni dopo, dovevano tornare i suoi figli.
Nel 1922 venne fondato il primo “Istituto Missionario Salesiano” ad Ivrea per dare una formazione agli aspirati salesiani missionari, a cui seguì l’apertura a Penago e Foglizzo.
Ma occorrevano anche Salesiani esperti in agraria, per aiutare i popoli nuovi a vincere la lotta contro la fame. E così, la congregazione accettò il dono della famiglia Flandinet: gli ampi terreni della tenuta sarebbero diventati una scuola di addestramento per futuri maestri agricoltori.
Grazie al sostegno economico del senatore Conte Rebaudengo si iniziò la costruzione del nucleo centrale della scuola, su disegno dell’architetto salesiano Giulio Valotti.
Il 16 marzo 1927 arrivarono i primi Salesiani con primi tre aspiranti agricoltori.

Il 29 luglio 1928 solenne inaugurazione alla presenza del rettor maggiore Don Rinaldi.
La scuola si sviluppò rapidamente: dotata delle migliori attrezzature del momento tra cui il laboratorio di chimica e l’osservatorio meteorologico (attivo ancora adesso) vi si praticava anche l’allevamento e alcune industrie agrarie: caseificio, mulino, cantine.

Gli Anni di Espansione e la Guerra

Negli anni 1936-39 l’Opera visse i suoi anni d’oro: si coltivavano oltre quaranta tipi di grano, incubatrici elettriche (all’epoca strumenti d’avanguardia) facevano schiudere duemila pulcini, nel gabinetto chimico si studiavano le malattie delle piante.
Nel 1939 la Scuola ricevette la “Stella d’oro al merito rurale”: un vero modello in Italia e all’estero.

La grande crisi, non solo per Cumiana, arrivò con la Seconda Guerra Mondiale.
La Scuola divenne rifugio per gli alunni salesiani che fuggivano dai bombardamenti di Torino.
Nella guerriglia contro i tedeschi (1943-33) la Scuola fu occupata a forza, i suoi depositi e le cantine saccheggiate.
Il momento più drammatico nell’aprile del 44 quando circa 130 uomini furono rastrellati e presi in ostaggio, tutti ammassati presso l’Istituto.
L’episodio culminò con l fucilazione di 51 di essi mentre venivano incamminati verso il paese di Cumiana.

Cambio di Vocazione

Negli anni del dopoguerra la Scuola Agraria riprese in pieno la sua attività, ma ormai stavano per iniziare tempi nuovi.
L’Italia non era più una nazione a vocazione agricola, ormai si stava verificando la fuga verso le città e le fabbriche.
Anche l’Opera Salesiana doveva ripensare la sua azione e dunque negli anni 1967-72 si impostò una prima revisione: da Scuola Agraria a Scuola Media Inferiore e Biennio dell’Istituto Tecnico Industriale.

Gli studenti non erano più convittori che venivano da lontano ma ragazzi dei paesi vicini che venivano a frequentare la scuola come “semiconvittori”.
L’Opera divenne il centro verso cui convergevano i ragazzi, ma anche le loro famiglie, coinvolte nel progetto educativo, nell’allegria salesiana del teatro e della musica, nelle spiritualità dei ritiri e degli incontri di formazione cristiana.

Anni Recenti

La seconda tappa della ristrutturazione negli anni ’90: nel 1993 l’apertura anche alle ragazze.

Infine nel 1997 venne istituito il Liceo Scientifico bilingue in sostituzione dell’ITI.

Ai giorni nostri la crisi economica che stiamo vivendo dal 2008 ha costretto l’Istituto a mantenere attiva solo la scuola media.

La storia continua

Ma non viene meno l’interesse del territorio per un Istituto che può dare molto con i suoi ampi spazi, lo spirito salesiano, l’allegria e l’accoglienza famigliare.

Oltre alle attività scolastiche stanno crescendo le iniziative aggregative e di servizio alle famiglie: dopo quasi 90 anni l’Istituto di Cumiana saprà ancora cogliere i segni dei tempi e riproporre la giusta trasformazione a servizio della società e dei giovani.